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Via dei Mufloni
Il versante su cui si sviluppa la Via dei Mufloni, così denominata per la recente introduzione di questi ungulati, è zona caratterizzata da ripidi pendii colonizzati per il facile accesso dal fondo valle. Essi costituivano il punto di riferimento, anche visivo, per i margari che con le loro famiglie vivevano nelle borgate di Fondo, Tallorno e Tissone. L'itinerario ad anello, che può essere percorso nei due sensi con accesso da Fondo o da Tallorno, è particolarmente interessante sia per la presenza della "Pera dij cros", importante sito di incisioni rupestri, sia per la bellezza del sentiero aereo, ma sicuro, frutto dell'ingegno dei valligiani nell'adattarsi all'asprezza del territorio e che collega in quota il vallone del rio Dondogna con gli alpeggi a monte della borgata di Tissone, classica balconata su tutta la Valchiusella. Vai alla cartina (n° 13). > Torna a camminate |
SALITA: dal ponte di Fondo si segue il sentiero della GTA in direzione del "Colle delle Oche" fino a raggiungere le prime case di Tallorno. Giunti in prossimità di una fontana in pietra si devia a destra, verso nord, per una mulattiera con gradinate in pietra. Alle ultime case della frazione si devia a sinistra in un tratto semipianeggiante al limite dei prati coltivati (non utilizzare il sentiero che parte a destra lungo i prati che costeggiano il rio Dondogna). Si sale verso destra nel noccioleto, tralasciando un altro sentiero che prosegue a sinistra in piano. Dopo aver attraversato una pietraia, si prosegue nel noccioleto fino a raggiungere un punto panoramico con vista sul rio Dondogna, sull’abitato di Tallorno e sul Monfandì. Di qui il sentiero prosegue in un bosco più rado e con alcuni tornanti giunge ai pascoli dell’alpe semidiroccata di Pian Cravi (1564 m). Deviando a destra, lasciati gli ultimi esemplari di sorbo degli uccellatori, si giunge in prossimità di una grande roccia adagiata nel mezzo del pendio. E’ quella che i valligiani chiamano la “Pera dij Cros” (1600 m circa), uno dei siti di incisioni rupestri più importanti della Valchiusella. Il grande masso, forse depositato da un antico ghiacciaio o semplicemente caduto dalle rocce soprastanti, presenta una superficie di circa 15x10 m, tutta ricoperta di incisioni. Secondo la tradizione racconta le ultime gesta degli antichi Salassi o per lo meno ci tramanda un messaggio di antichissime genti che vissero tra questi monti. Sono state censite ben 64 incisioni tra le più elementari e le più evolute, ottenute per sfregamento di arnesi di pietra e, in alcuni casi, di strumenti metallici, il che fa presupporre che la loro esecuzione sia avvenuta in un arco di tempo notevole. Suggestiva rimane l’ipotesi che questo sia stato un luogo di culto frequentato dalle antichissime genti di Tallorno che qui salivano a celebrare i loro riti. Si prosegue costeggiando il rio, ci si alza sotto una bastionata di rocce, si punta a sinistra per alcuni tornanti e su per un valloncello. Giunti a 1750 m si va verso destra, sfruttando una grande cengia erbosa. Una breve discesa, passando sotto un enorme masso precipitato sul sentiero, e si è alle Alpi Dondogna inferiori, con una prima baita schiacciata sotto la parete sovrastante e altre due appena più a monte. Si lascia il sentiero che sale nel vallone, si prosegue verso destra, scendendo circa 20 m fino ad attraversare il rio Dondogna. Dopo un tratto a mezza costa si attraversa un torrente e quindi, leggermente a sinistra in salita, si prosegue tra cespugli di ontano alpino. Con alcuni tornanti si giunge a metà altezza dei pascoli dell’alpe Rejaciossa (1933 m), che si trova 20 m più in alto. DISCESA: si prosegue sulla destra e, ad una quota di 1850 m, ci si innesta su un sentiero che scende all’alpe Reja di Vico (1750 m). Da qui, attraverso ampi pascoli, si raggiunge l’alpe Saut (1630 m) e successivamente a Canton Tisson, punto molto panoramico. Una facile mulattiera sulla destra ci porta alla borgata Tissone (1300 m). Imboccata a sinistra, vicino alla chiesetta, la bella mulattiera lastricata, si arriva comodamente a Fondo. |